Teoria della sintesi ondulatoria
(da “Ricerca e analisi delle definizioni fondamentali dei sistemi ottici nella prevenzione delle catastrofi e nel pilotaggio preventivo dei microprocessi”, 1998)
La generalizzazione della scoperta dell’energia del futuro rende possibile determinare il futuro nella riflessione del segmento dei futuri eventi attraverso il mezzo, che ha significativi differenziali di temperatura o di forma entro il sistema cristallino. La dettagliazione dei fenomeni della realtà con la contemporanea generalizzazione del mezzo pilotante porta ai sistemi di sintesi ondulatoria. L’essenza del sistema della sintesi ondulatoria nella descrizione dei processi della realtà consiste nel fatto che la realtà viene osservata come intersezione periodica di campi stazionari con quelli dinamici. La sintesi dell’onda dinamica della realtà con quella statica avviene nel campo di intersezione. L’infinito funzionamento del campo statico si ottiene rivelando la fase dinamica nell’area statica. Il processo simile nei cristalli rende possibile, attraverso la soluzione del problema inverso, ottenere da un mezzo statico (dal cristallo) la componente dinamica della sintesi ondulatoria, cioè la fase del tempo. La teoria della sintesi ondulatoria nella descrizione della realtà è formalmente espressa come segue:
T=V*S
Dove T è il tempo, Y è l’onda della fase dinamica della realtà, S è la fase costante della realtà. In un certo caso la sintesi ondulatoria della realtà può essere presentata come un’onda infinita, che passa periodicamente in aree statiche e crea nuove fasi della realtà dai processi di intersezione. La fissazione della componente della fase dinamica in quella stabile consente di rendere la fase stabile indipendente dal tempo, nei fatti eterna. Pertanto, un oggetto creato in un tale campo è eterno e questo significa che è sempre rigenerabile. Considerando i terremoti dalla posizione indicata, è possibile,attraverso i riflessi sui lati dei cristalli, trovare il criterio del ripristino del mezzo di misura in funzione del tempo. Questo criterio consente di determinare esattamente l’ora in cui si è verificato un terremoto. Per l’uomo la teoria della sintesi ondulatoria dimostra l’immortalità.Per la realizzazione dell’immortalità è necessario, in accordo con la teoria della sintesi ondulatoria, trasferire l’area di riproduzione della fase stabile della realtà S nell’onda della fase dinamica della realtà Y. La riproduzione dei geni dalle forme pensiero dell’uomo è uno degli indicatori di un tale trasferimento. Pertanto, il sistema potenzialmente eterno ‘uomo’ interagisce con il sistema dei cristalli nell’area di riproduzione della fase statica, nei sistemi di riconoscimento ottico e di pilotaggio dei terremoti. Tale interazione prevede il terremoto e diminuisce armonicamente la sua forza. Viene registrato un terremoto di forza ridotta. Questo significa che il dispositivo per la previsione dei terremoti costruito su di un mezzo ottico, possiede la funzione di diminuzione armonica o di completa prevenzione dei terremoti. Allo stesso tempo, l’informazione del terremoto non si riproduce da nessuna parte e addirittura aumenta la durata di vita del dispositivo. La potenziale eternità dell’uomo in questo caso riproduce davvero la durata di vita del dispositivo. L’eterno dà alla luce l’eterno. In senso generale, tutti i dispositivi ed i meccanismi riprodotti dall’uomo devono soddisfare le condizioni descritte. E così, secondo il principio della connessione inversa, questi dispositivi e meccanismi saranno sempre edificanti per l’uomo e in nessuna circostanza distruggeranno l’uomo o l’ambiente. Per costruire tali apparecchiature tecniche è necessario trasferire le leggi di distribuzione dei segnali ottici nella costruzione e nei principi di funzionamento dei sistemi di ingegneria.